Testo a cura di Daniela, Lesa (Arona-Lago Maggiore)

“Ringraziare desidero” … sono le parole iniziali di una poesia a me molto cara di Mariangela Gualtieri ed è proprio da queste due parole che vorrei iniziare a raccontare la mia esperienza con le pratiche del Maestro Mantak Chia.

Ringraziare desidero il momento in cui ho iniziato questo percorso anni fa, perché da quel momento molte cose sono cambiate nella mia vita, ma soprattutto in me. E quando inizi questi percorsi in momenti “particolari” della tua vita, ti rendi ancora più conto del cambiamento che sta avvenendo, perché tutto è diverso da prima e ti accorgi, da subito,  della crescente forza che acquisisci.

Ho fatto molti corsi del Tao e ciascuno di loro, in quel momento mi è servito proprio per ri-costruire pezzo per pezzo,  il puzzle della mia vita e, in particolare, della mia “Essenza”. E’ un puzzle immenso, in continua costruzione, ma questi pezzi ora sembrano incastrarsi sempre meglio fra loro e con maggiore rapidità. Il merito credo sia proprio di questo percorso, di questi esercizi pratici che porto costantemente nel mio quotidiano, adattandoli spesso alla realtà contingente, ma funzionano lo stesso!

Un esempio lampante è stato quando alcuni anni fa, per motivi lavorativi, ho dovuto trascorrere molto tempo in macchina per poter raggiungere il luogo di lavoro e, alzandomi molto presto al mattino, non avevo il tempo materiale per fare gli esercizi che, se fatti nelle prime ore del giorno, avevano per me, un’efficacia maggiore. Così una mattina, ho pensato di farli mentre guidavo: ho iniziato a fare i sei suoni del benessere, naturalmente non potevo fare il movimento e chiudere gli occhi, ma il suono sì e anche se potrà sembrare impossibile, con il tempo è diventato tutto efficace come quando li facevo a casa. Per forza maggiore, avevo dato un particolare comando al mio agire (mi sono resa conto di questo anni dopo) e si era attivato tutto come io desideravo. Avevo notato anche che, nei giorni in cui non li facevo, la giornata era diversa: la mia energia alla sera era inferiore rispetto ai giorni in cui svolgevo gli esercizi e facevo anche meno cose. Queste osservazioni mi hanno incoraggiato a proseguire e, mano a mano che passava il tempo, aggiungevo nuovi esercizi, naturalmente macchina permettendo. Tutto funzionava! Anche se ora il mio tragitto è più breve per raggiungere il mio lavoro, continuo a fare gli esercizi in macchina, nel breve tratto,  mi sembra che tutto funzioni meglio e utilizzo il tempo in macchina in modo efficace, così nel tempo ho imparato:

  • a meditare a occhi aperti e questo poi si è riversato nel mio quotidiano insegnandomi a stare in me in ogni situazione;
  • a fermare il mio pensiero, occupandolo in obiettivi positivi e questo ha liberato la mente dalle occupazioni del quotidiano, portandomi molta leggerezza e serenità.
  • A esercitarmi costantemente, perché la pratica costante è molto importante in questo percorso.

La  nuova  leggerezza del mio agire, non è incoscienza o superficialità, bensì diventa ogni giorno di più, consapevole responsabilità e voglia di cambiare in positivo, perché se io cambio, tutto ciò che è di mia competenza prima o poi cambierà e io lo posso, anzi lo voglio fare!